L’idea innovativa del progetto si rispecchia proprio in chi lo propone. Nasce infatti dal pensiero di un’allenatrice che, assieme ad altre due figure femminili che si ritrovano nel mondo del calcio a 5 ha l’intento di mettere in atto e dar vita a un progetto che può portare benefici sia per i bambini, sia per il territorio su cui si svolge nonostante i pregiudizi che tutt’oggi intercorrono nel mondo dello sport. A partire da quest’idea l’accademia si prefigge l’importante obiettivo di scardinare ogni forma di stereotipizzazione che i bambini e le bambine possono incontrare negli ambiti di vita, formando pensieri errati; è per questo che il progetto prevede anche sedute di allenamento miste e l’inclusione, laddove necessario, di bambini con bisogni speciali.

Il Calcio a 5 è uno sport indoor molto diffuso nel nostro paese. La prestazione richiede notevoli capacità di tipo tecnico-coordinativo e fisico-motorio, necessarie a mantenere il controllo del pallone in situazioni complesse. Lo sviluppo del gioco, prevalentemente svolto a due tocchi (stop e calcio) richiede smarcamenti eseguiti in modo corretto, nel tempo e nello spazio, che favoriscono fasi di possesso ritmate, efficaci, tipiche del Futsal. La possibilità di entrare in possesso palla con frequenza stimola l’acquisizione di abilità tecniche, le quali devono essere espresse in regime di massima velocità, in considerazione dei limitati tempi di gioco disponibili. Questo contesto situazionale, tipico del gioco sviluppato negli spazi ridotti, assume in ambito giovanile grande valore sul versante della formazione tecnica, che deve essere ampia e non orientata verso processi di specializzazione precoci che nelle prime fasce di età potrebbero rivelarsi dannosi. A riguardo le dinamiche di gioco del Futsal favoriscono tutto ciò in modo spontaneo. Inoltre, il calcio a 5 assume valore propedeutico nei confronti del calcio a 11. Illustri tecnici sostengono che la struttura di base per insegnare il gioco del calcio sia il 5 vs 5 (4 vs 4 di movimento + portieri).

IL GIOCO COME MOMENTO DI CRESCITA: Attraverso il gioco il bambino conosce, comprende, ordina ed interiorizza ogni nuova esperienza, è in grado di interpretare i propri desideri e di dar loro una forma progettuale eliminando le conflittualità tra mondo interiore e realtà esterna. Inoltre, nel gioco ha la possibilità di acquisire costantemente nuove competenze cognitive, attraverso l’esplorazione, la sperimentazione attiva legata alle leggi che regolano le rispettive interazioni. Se parliamo poi nello specifico di attività motoria, ci riferiamo ad uno strumento che, pedagogicamente parlando, è fondamentale per lo sviluppo della personalità del bambino e delle sue capacità di apprendimento, in cui compito dell’educatore-allenatore è valorizzare le risorse umane, mettendo i soggetti nella condizione di dare il meglio di sé. Uno degli aspetti fondamentali dello sviluppo è sicuramente la flessibilità, identificata come la capacità del sistema cognitivo di adattare il pensiero ed il comportamento a situazioni nuove o cangianti. In particolare, nel gioco del calcio, e del calcio a 5, lo sviluppo di questa capacità è collegata a quella di adattamento, che si concretizza nella trasformazione del programma motorio della propria azione in base al mutamento della situazione di gioco. Data la premessa, il progetto in questione intende perseguire il raggiungimento dei seguenti Obiettivi:

  • Coordinamento e consolidamento degli schemi motori e sviluppo delle capacità motorie;
  • Incremento delle capacità senso-percettive;
  • Collegamento tra motricità e acquisizione delle capacità gestuali e mimiche;
  • “Educazione” al gioco nelle sue varie espressioni;
  • Avviamento allo sport, inteso come momento di aggregazione e fair play. Va inoltre ricordato che l’attività fisica è un aspetto essenziale in età evolutiva, tanto da essere riconosciuta dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale di bambini e ragazzi. Il regolare movimento è importante ai fini del corretto sviluppo psico-fisico, garantisce un fisiologico accrescimento e dona ai bambini molti benefici che conserveranno anche in età adulta.

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA: Per stabilire un programma che contenga mezzi e obiettivi da raggiungere, adatti alle capacità di risposta dei giovani giocatori, sarà necessario avere un quadro chiaro del profilo psicomotorio dei bambini che frequentano l’accademia, per progettare la quantità di lavoro da dedicare agli aspetti fisico-motori, tecnici, tattici.  Nel contenitore che si riferisce alla tattica sono comprese tutte quelle attività in cui sono previste partite di vario tipo, giochi collettivi e situazioni di gioco.

STAFF TECNICO: “EDUCATORE” è il temine che più qualifica il tecnico che deve operare nel mondo giovanile e in particolare modo nell’attività di base. Educatore inteso non solo come l’espressione di una professione volta ad esporre e spiegare in modo progressivo una disciplina, ma anche come lo svolgimento di un processo educativo che concorre a formare lo sviluppo psico-fisico del giovane. Appare chiaro che gli obiettivi del tecnico dell’attività di base sono differenti da quelli dell’allenatore di giocatori adulti, già formati, verso i quali sarà determinante il confronto agonistico e il relativo risultato. Per i giovani in genere, ed in particolar modo per quelli dell’attività di base, i confronti sono solo un mezzo per determinare maggiori apprendimenti e una migliore formazione. I tecnici devono conoscere profondamente il profilo psicomotorio dei bambini ai quali insegnano i fondamenti della disciplina del Futsal, per poter programmare in modo corretto gli obiettivi da raggiungere e i relativi mezzi. Inoltre, sarà fondamentale il rapporto con il gruppo, per trasmettere correttamente gli insegnamenti che il programma prevede. I bambini riscontrano con soddisfazione miglioramenti provenienti da una didattica orientata ad imparare ragionando attraverso prove ed errori, con l’errore stesso vissuto come una possibilità di capire per migliorarsi. La società promuoverà iniziative di carattere informativo, attraverso riunioni periodiche con i genitori, per favorire processi di cultura sportiva che consentiranno ai giovani di frequentare il mondo sportivo con il giusto approccio, anche avvalendosi della collaborazione di altre figure professionali quali per esempio il nutrizionista e lo psicologo dello sport.

GIOCO, IMPARO E … CRESCO! Il progetto si fa promotore dello sviluppo psicomotorio e cognitivo del bambino attraverso l’attività ludica finalizzata al movimento e all’adempimento di compiti necessari per lo svolgimento di un azione. Il movimento, infatti, ha natura cognitiva ed è conseguente alla capacità di integrare atti motori e obiettivi da raggiungere. Nel periodo dai 2 ai 4 anni i bambini migliorano nel camminare, nella corsa e nei salti, partecipano a giochi con la palla, imparano ad andare in bicicletta e così via. Lo sviluppo di queste competenze, con il tempo viene rifinito e azioni concatenate tra loro diventano accurate e automatizzate per poi essere esplicitate nella vita quotidiana sottoforma di competenze ancora più complesse, come quelle appartenenti ad uno sport. Durante questa fase di sviluppo, grazie alla variabilità di natura ambientale, genetica e comportamentale del bambino, ogni tappa viene conquistata in modo diverso e secondo regole diverse, ma tutte con l’obiettivo di raggiungere una consapevolezza corporea tale da permettere una gestione autonoma del corpo, in relazione allo spazio e al tempo. Il progetto si pone come obiettivi fondamentali quelli di:

  • Accompagnare il bambino nella crescita individuale, attraverso l’attività motoria di gruppo;
  • Fare leva sulla variabilità intrinseca dello sviluppo stesso come strumento per amalgamare la  squadra per far si che il gioco in gruppo sia accessibile a tutti e garantire l’inclusione.
  • Preparare i bambini della fascia d’età 2/4 all’inserimento nel gioco di squadra.
  • Sfruttare il lavoro d’equipe multidisciplinare (Terapista, Edu/pedagogista, Psicologo, Allenatore…) per garantire la supervisione a 360° dello sviluppo dell’utente.

L’esperienza psicomotoria combinata al calcio a 5 per gruppi di bambini dai 2 ai 4 anni è rivolta a potenziare le molteplici possibilità che il gioco motorio in gruppo, ha sullo sviluppo globale dei bambini. Le attività prevedono due incontri e saranno coordinate dalla Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva e sviluppate tramite un lavoro di equipe con gli Educatori Pedagogici.

IL VALORE DELL’INCLUSIONE: La Futsal Basic Academy, in collaborazione con lo Studio Psicopedagogico e Riabilitativo “MOMO”, attiverà il progetto “M.A.T.C.H.” e provvederà durante l’anno a mettere a disposizione operatori specializzati per lo svolgimento di attività motoria in supporto a bambini disabili. Crediamo che i bisogni particolari delle persone con esigenze speciali richiedano una competenza dell’intervento educativo elevata, ed è per questo che bisogna servirsi di tali specialisti per indirizzare il loro sviluppo verso il percorso più idoneo. Siamo convinti che la società civile abbia il dovere di individuare tali percorsi; un compito questo assai complesso, ma necessario per rendere tutti i bambini capaci di apprezzare se stessi nel contesto di vita in cui si trovano a trascorrere il loro tempo, nessuno escluso. Per questo, il costo del mensile per la partecipazione alle attività sarà agevolato, per permettere alle famiglie di portare avanti il percorso con lo studio MOMO.

IL BENESSERE PSICOFISICO E LA MOTIVAZIONE NELLO SPORT: La figura dello Psicologo all’interno della Scuola Calcio interviene a sostegno dei diversi attori coinvolti con l’obiettivo di creare un linguaggio comune che aiuti tutti a dirigersi nella stessa direzione: creare un adeguato ambiente educativo e relazionale, in cui ognuno possa sperimentarsi e crescere come persona. Gli obiettivi generali sono:

  • Costruzione di un ambiente educativo e relazionale sereno;
  • Formazione rispetto alle caratteristiche psicologiche delle diverse fasce di età;
  • Gestione consapevole e adeguata delle relazioni tra i vari “attori” facenti parte del contesto;
  • Partecipazione e condivisione dei genitori al progetto sportivo ed educativo dei propri figli.

Responsabile del progetto sopracitato è Rossella Imputato, psicologa iscritta all’ordine degli Psicologi del Lazio e psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione Quadriennale in Psicologia Clinica e di Comunità e Psicoterapia Umanistica Integrata (ASPIC); Esperta in Psicologia dello sport con il Corso di Perfezionamento in Psicologia dello Sport presso il Centro di Psicologia dello Sport e della Prestazione Umana “Umbro Marcaccioli” di Torino; come Operatrice Sportiva per la Disabilità-I livello, con il settore disabili dell’ASI Nazionale e come Operatrice di Training Autogeno di Base presso “Progetto Divenire” a Torino.

LA CORRETTA ALIMENTAZIONE DEL GIOVANE CALCIATORE: La nutrizione in ambito sportivo si prefigge l’importante compito di fornire i corretti macro e micronutrienti adeguati a sostenere e migliorare la performance sportiva. A ciò va aggiunto che nel contesto dello sport in età pediatrica e adolescenziale, la nutrizione assume un ruolo ancor più significativo per via delle fasi di crescita e sviluppo che il bambino si trova ad affrontare. La figura dedicata all’educazione alimentare rispecchia una guida ad un corretto stile alimentare, alla scelta consapevole degli alimenti e alle sue molteplici preparazioni, che non può prescindere dalla conoscenza degli stessi, come primo passo per creare sane e corrette abitudini alimentari. Gli incontri si concentreranno su temi rilevanti come:

  • Nutrizione e Sport: un connubio essenziale;
  • Fabbisogni nutrizionali dei piccoli atleti;
  • Pasti pre e post allenamento: cosa mangiare e cosa evitare.

Responsabile del progetto sarà Ilaria Di Fazio, iscritta all’Albo dei Dietisti della Provincia di Latina. Attualmente, perfeziona la sua formazione professionale attraverso la Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana.

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